Achievement: essere buoni

16 04 2009

AkohaQualche tempo fa ho letto un bell’articolo su Springwise (i trendsetter che fanno capo a trendwatching) che mi ha fatto riflettere sull’uso di meccanismi del gaming in chiave no-profit.
Penso infatti che il no-profit sia tra i settori che più possono trarre vantaggio dall’evoluzione dei media digitali, sia in termini di costi, sia in termini di viralità del messaggio: ci si sente più buoni e quindi più propensi a diffondere un messaggio con un valore e che ci mette in luce positiva agli occhi degli altri.
Forse è su questo insight che hanno deciso di fare leva gli autori di Akoha “Play it Forward”, un game che utilizza web, mobile, ma anche la realtà che ci circonda per mostrare che forse il gioco può rendere il mondo un posto migliore.
Chi gioca ad Akoha deve infatti compiere delle missioni di gentilezza nei confronti degli altri, secondo quanto indicato dalle carte del gioco (in vendita online dai 5 ai 15 dollari). Tra gli esempi citati da Springiwise ci sono “give someone a book” e “donate an hour of your time“. Io avrei più problemi col primo obiettivo, dato che sono molto geloso dei miei libri 🙂

Ogni volta che si raggiunge l’obiettivo, la carta viene passata al beneficiario: quest’ultimo può iscriversi a Akoha, descrivere l’esperienza e portare avanti il gioco, mentre il benefattore guadagna punti (online) e può seguire gli ulteriori sviluppi della sua buona azione attraverso Google Maps.
Una buona azione tira l’altra, dunque, tanto che gli stessi giocatori possono creare delle carte proponendo nuovi comportamenti virtuosi.
Stando sempre a Springwise, da gennaio sono state condotte 2.000 missioni in 33 paesi e il 60% delle persone si è iscritto al gioco dopo avere ricevuto una carta da qualcun altro. Una volta che saranno compiute 25.000 missioni Akoha sponsorizzerà la costruzione di una biblioteca in Nepal.

Credo che la possibilità di integrare gioco online e offline sia una killer application per il successo di iniziative legate al no-profit che hanno bisogno di un contatto diretto e tangibile con la realtà, di essere immediatamente vicine alle persone per guadagnarsi la loro fiducia.

Sul sito ufficiale è possibile dunque unirsi alla missione comprando lo starter kit, ma io so che Kurai ha delle carte, per cui aspetto di incontrarlo e di farmi coinvolgere nel gioco da lui attraverso una buona azione.

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Pesce d’aprile musicale

8 04 2009

I viral e i videogame vanno sempre più a braccetto. Sarà che i gamer sono un target attivo che ama sperimentare/truccare/scaricare e quindi anche produrre in prima persona UGC, sarà che i viral sono sempre più un’idea fissa di molti uomini di marketing (zero spesa e massima resa), negli ultimi tempi alcuni dei casi più interessanti vengono proprio dal mondo dei videogame.

Per chi volesse una panoramica più generale e alcuni stimoli utili, consiglio il post de Lafra dedicato all’argomento.

Forse il più famoso è quello realizzato dalla stessa Electronic Arts, che per rispondere a un utente che aveva mostrato un bug del gioco PGA Tour 08 (Tiger Woods sembra camminare sulle acque), ha diffuso un video in cui il campione di golf cammina veramente sulle acque! Come dire, il modo migliore per rispondere a un video è crearne uno proprio, e alla fine si può addirittura trasformare un errore in un nuovo gioco di successo per i propri fan: circa 3 milioni di visualizzazioni su Youtube sono lì a dimostrarlo.

Qualche giorno fa io ho mostrato un video dove si ironizza sui possibili usi della Wii se messa in mano a un pubblico femminile!

Oggi ho visto su Youmark un viral creato per fare un pesce d’aprile ai gamer (e non solo). I giochi musicali sono ormai un successo mondiale che non sembra conoscere crisi o flessioni: anzi, gruppi musicali come gli Aerosmith dichiarano di avere guadagnato più grazie a Guitar Hero che non con le vendite dei loro album. E le grandi software house annunciano uscite di titoli come Singstar U2, o Rock Band Beatles. La Microsoft ha pensato che in questo scenario mancasse un music game dedicato allo Yodel, “Alpine Legend“, con tanto di corno alpino come nuova periferica da suonare. Oltre a un simpatico video su Youtube, è stato creato anche un sito dove si forniscono i dettagli sulla casa produttrice, si mostrano periferiche in edizione limitata e si chiede ai giocatori: “are you ready to blow?

Altri spunti per un viral di successo: basarsi su un tema/passione di successo per cui le persone sono più recettive a notare nuove informazioni, avere una buona idea creativa (sembra banale, ma non credo lo sia), fare le cose seriamente per essere ancora più divertenti (coinvolgere Tiger Woods, creare anche un sito ad hoc).

Buona visione:





Videogames & Entertainment

4 04 2009

watchmen: the gameUltimamente mi sono imbattuto in due interessanti casi di uso di videogame online per il lancio di prodotti di entertainment.
Il film Watchmen e l’ultimo album di Lily Allen,  entrambi con un ottimo potenziale di interesse verso teenagers e giovani adulti, hanno cercato di coinvolgere il proprio pubblico con iniziative di comunicazione ad alto tasso di intrattenimento e interattività.
Vediamo di cosa si tratta.
Watchmen, adattamento cinematografico dei fumetti di Alan Moore, è una storia ambientata negli anni ’80, gli anni di Nixon, ma anche dei coin-op delle sale giochi e dei giochi a scorrimento. E il game creato per Watchmen richiama proprio un picchiaduro a scorrimento, come poteva essere Golden Axe (1989), un bel modo sia per coinvolgere i giovani gamer, sia per fare leva su gamer più adulti e nostalgici: i retro-games possono piacere a generazioni diverse per differenti motivazioni.

Ovviamente, e per fortuna, esistono già delle versioni più ludiche che fanno il verso al gioco. Interessante è anche il fatto che la Warner Bros Interactive distribuirà il gioco tratto dal film (un prequel della storia) attraverso Xbox Live, PlayStation Network e online per PC sotto forma di singoli episodi da scaricare (tipo Sam&Max).

Nel caso di Lily Allen il gioco, un platform dal titolo “Escare the Fear”, diventa il modo per fare ascoltare la musica online dell’ultimo album “The Fear”: l’obiettivo è aiutare la giovane cantante attraverso 10 livelli a superare la paura per realizzare i suoi sogni di star musicale.
Un aspetto interessante di questa iniziativa è l’esportabilità del gioco, che guadagna visibilità non solo sul sito ufficiale dell’artista, ma anche in diversi blog, sulle pagine di myspace, sui siti di gaming online. E quindi anche sul mio blog 😉

Un paio di considerazioni finali su queste due iniziative che mi hanno molto divertito:
– il gaming può assumere un ruolo sempre più importante nell’industria dell’entertainment: i tie-in game (giochi tratti da film, ad esempio) sono tra i maggiori successi nel nostro paese; gli stessi personaggi dei games possono divenire protagonisti di film; i games possono infine essere usati come strumento di comunicazione per gli altri prodotti dell’entertainment
– non occorre per forza investire in piattaforme di gioco complicate e dispendiose: i videogame hanno già una storia abbastanza lunga alle spalle per cui l’effetto revival può affascinare molti giocatori o ex-giocatori a cui ancora prudono le mani appena vedono una console!





La vera Wii per donne

2 04 2009

Anche se nei commenti di Youtube molti dicono che è un video maschilista, per me è soprattutto un viral che mi ha fatto crollare dalla sedia dal ridere.

In ogni caso, può fornire alcune idee di prodotto per i casual gamers!