Father&son

29 03 2009

Father&son

Da una ricerca di Pew Internet Project emerge che i genitori con figli minorenni hanno più probabilità di essere giocatori che non gli adulti senza figli.

Inoltre, se in generale gli adulti giocano preferibilmente con il computer, i genitori giocano anche con le console.

Infine “Younger parents are more likely than older parents to play games with their children. Four out of ten parents under age 40 (40%) play games with their children, compared with 25% of older parents.”

Fonte: www.pewinternet.org/Reports/2008/Adults-and-Video-Games.aspx





Anche i gamer hanno amici, e li influenzano

24 01 2009

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Questo è quanto dichiara un’interessante ricerca americana realizzata da IGN e Ipsos e riportata da Marketingvox.

Sono due gli aspetti che emergono da “Are You Gamer” e che mi interessano di più:

  1. i gamer non sono “antisocial” e anzi sono individui attivi, sportivi, con molti interessi (cinema, musica…)
  2. i gamer sono il punto di riferimento, all’interno della loro cerchia di amici, per quanto riguarda i consumi tecnologici e per i consumi culturali (cinema, tv, musica).

Forse il primo aspetto può sembrare “ovvio”, ma è importante fare comprendere che il gaming non è un’attività solitaria – anzi, le persone amano la sfida in compagnia degli altri –  e non è un’attività da gente solitaria.

Anche perchè tale considerazione è la base per dare maggiore rilievo al secondo aspetto: i gamer sono degli influencer, più di quanto non lo siano i non giocatori, poichè sono attivi, curiosi, smanettoni, “propositori” di novità.

Dalla ricerca emergono come ambiti di influenza dei giocatori due settori dove il peso degli altri al momento dell’acquisto è importantissimo: nella tecnologia, dove molti hanno l’impressione di non sapere valutare fino in fondo i pro e i contro di un prodotto rispetto ai suoi competitor, e si ha bisogno per tanto del consiglio di un esperto in fase decisionale; nelle scelte di film, musica, programmi tv è invece importantissimo il passaparola, dato che la “pop culture” è un ingrediente fondamentale delle conversazioni tra amici.

Se Procter&Gamble ha creato un network di mamme influenti per generare passaparola con le altre mamme, se Sony fa provare in anteprima ai blogger i suoi prodotti per farli conoscere e capire ai loro lettori, come mai nessuno pensa ai gamer come target chiave nelle strategie di buzz marketing?

Forse perchè in Italia mancano ricerche come quelle americane in grado di fornire dati a supporto delle scelte di comunicazione e forse per una mancanza di cultura dell’utilizzo del gaming come veicolo di comunicazione: tema che, come si nota, mi sta molto a cuore 🙂

Negli USA invece di recente si è avuto un segnale chiaro in questa direzione: la decisione di Obama di fare pubblicità anche all’interno di vari videogame (per Xbox) dimostra la volontà di intercettare con un mezzo innovativo un target ad alto potenziale di passaparola in prossimità della decisione di acquisto/voto.

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