Tre comunicazioni che mi hanno divertito o colpito

11 05 2010

Il gioco, per le sue caratteristiche di coinvolgimento, dedizione e piacere, rappresenta una forte tentazione per la comunicazione, anche se non è sempre facile trovare un punto d’incontro soddisfacente tra i due linguaggi: da una parte si tenta di inserire la comunicazione all’interno dei games con quella che viene chiamata in-game advertising, dall’altra si cerca di portare meccaniche ludiche all’interno della comunicazione. Personalmente sono più convinto del secondo approccio e ultimamente ho visto tre interessanti casi proprio in questa direzione.

  • Il primo viene da McDonald’s che ha legato tre elementi tra loro molto vicini: un billboard, un cellulare e il punto vendita. Volete vincere un pranzo gratis al Mc? Cercate di fotografare i suoi panini mentre scorrono velocemente, in mezzo ad altre immagini, in questo poster digitale.

  • Il secondo viene sempre dall’Inghilterra e  riguarda la Cadbury, che negli ultimi anni si è distinta per campagne di puro intrattenimento come la serie degli egg suicide (che rimanda ai Coniglietti Suicidi): questa volta hanno deciso di recuperare una vecchia sfida del celebre programma Jim’ll fix it ricreando una sfida al parco giochi di Pleasure Beach. Riuscite a mangiare un Cadbury Flake 99 sulle montagne russe?

  • Il terzo esempio è meno ludico in senso stretto, ma utilizza un meccanismo come la realtà aumentata per insegnare qualcosa di socialmente utile: come comportarsi se si assiste ad una aggressione per strada. In Olanda hanno creato uno speciale billboard al cui interno le persone si vedevano inserite, e in cui si proiettava anche una scena di violenza, mostrando 4 possibili azioni da svolgere.





Augmented-reality: case study e qualche riflessione

24 08 2009

Mi capita sempre più spesso di sentire parlare di augmented-reality e qualche settimana fa un mio collega me l’ha fatta provare dal vivo e mi sono divertito come un bambino. Nella comunicazione si è infatti sempre alla ricerca della novità del momento, quella che possa fare rimanere a bocca aperta i clienti e fare la differenza rispetto agli altri: a parer mio è spesso più facile scoprire la novità che non pensare a usare diversamente gli strumenti che ci sono già.
Comunque i QR Code o i progetti di augmented-reality spuntano come funghi, per cui vorrei provare a classificare quelli che conosco a seconda del loro utilizzo da parte dei brand, magari capendone punti di forza e debolezza.

1) Il primo tipo di augmented reality che mi viene in mente (guarda caso) è di tipo ludico e come tale ha il pregio di immergere le persone in un meccanismo potenzialmente attraente: la tecnologia consente di giocare in modo diverso e potenzialmente di volerlo fare a lungo.
Provate a guardare qui.
Per me è interessante soprattutto il ruolo da protagonista che può avere un brand in una sorta di in-game advertising assolutamente fisica e reale: per giocare occorre proprio avere il prodotto!
Purtroppo si tratta solo di un progetto: qualcuno sa se è mai stato realizzato qualcosa del genere?

2) Un secondo tipo riguarda la possibilità di fare interagire le persone con un prodotto, ed è un utilizzo particolarmente utile per i prodotti dell’abbigliamento e il retail in generale. Un esempio viene dal sito di shop online Zugara: eccolo. Anche Rayban ha creato un applicazione di realtà aumentata per provare quali occhiali si addicano meglio al proprio volto.
In questi casi la tecnologia mi sembra rispondere veramente a un bisogno delle persone – non sempre si ha tempo o voglia per andare in negozio a provare e si vorrebbe potere fare tutto da casa, dove nessuno ci vede – anche se in definitiva il processo mi sembra ancora un po’ brigoso: secondo me ci sono margini di crescita e di utilità.

3) Un terzo tipo riguarda la possibilità di dare informazioni attraverso la realtà aumentata e qui entrano in campo soprattutto i cellulari che possono permettere di avere informazioni in mobilità che a casa controlleremo online. Un esempio viene da questo progetto che dovrebbe aiutarci ad avere informazioni dai pack dei prodotti al supermercato: l’idea mi sembra brillante, ma al momento non me l’immagino la gente che fa la fila per vedere col cellulare un prodotto in augmented reality. Io prenderei qualcos’altro! Già più interessante mi sembra questo esempio legato al turismo. Insomma, potrebbe sostituire le audioguide quando queste non sono disponibili, ma ce ne sarebbe tanto bisogno! Io ci penserei se fossi la Lonely Planet, ma anche se avessi contenuti UGC come Turisti per Caso. In questo caso l’utilità si deve aggiungere alla praticabilità fisica.

4) Un quarto tipo (e ultimo!) riguarda il fatto di fare entrare le persone in un mondo e qui hanno molto da dire e da fare i prodotti dell’entertainment. Credo che la migliore comunicazione per i film sia quella che ti fa assaggiare il mondo che andrai a scoprire e in questo la realtà aumentata può rendere le cose ancora più interessanti; qui ho trovato due esempi. Il primo legato a Harry Potter (delusi ance voi dall’ultimo film?) che invita a realizzare le pozioni a casa: bella l’idea, ma la realizzazione mi sembra davvero modesta e mi sembra che infatti molti video non abbiamo usato l’augmented-reality.
L’altro legato a Coraline (avete amato anche voi sia il libro sia il film?) che consente invece di provare la terribile esperienza di avere bottoni al posto degli occhi. Questo lo trovo molto più convincente perchè il brand non ti chiede di realizzare contenuti spesso deludenti, ma ti dà già gli strumenti per divertirti, che è una delle cose migliori che può fare la pubblicità.

Mi è venuto fuori un post un po’ lungo, ma spero di avere raccolto e suddiviso alcuni dei casi più interessanti dell’ultimo periodo.
Voi che pensate? La realtà aumentata sarà un fuoco fatuo o può introdurre vere novità nella comunicazione (e nel gioco)? In che modo?





The way we learn while playing

28 07 2009

Immagine 1

Citazione tratta dall’articolo “Seriuos Games” che potete leggere qui.





Pesce d’aprile musicale

8 04 2009

I viral e i videogame vanno sempre più a braccetto. Sarà che i gamer sono un target attivo che ama sperimentare/truccare/scaricare e quindi anche produrre in prima persona UGC, sarà che i viral sono sempre più un’idea fissa di molti uomini di marketing (zero spesa e massima resa), negli ultimi tempi alcuni dei casi più interessanti vengono proprio dal mondo dei videogame.

Per chi volesse una panoramica più generale e alcuni stimoli utili, consiglio il post de Lafra dedicato all’argomento.

Forse il più famoso è quello realizzato dalla stessa Electronic Arts, che per rispondere a un utente che aveva mostrato un bug del gioco PGA Tour 08 (Tiger Woods sembra camminare sulle acque), ha diffuso un video in cui il campione di golf cammina veramente sulle acque! Come dire, il modo migliore per rispondere a un video è crearne uno proprio, e alla fine si può addirittura trasformare un errore in un nuovo gioco di successo per i propri fan: circa 3 milioni di visualizzazioni su Youtube sono lì a dimostrarlo.

Qualche giorno fa io ho mostrato un video dove si ironizza sui possibili usi della Wii se messa in mano a un pubblico femminile!

Oggi ho visto su Youmark un viral creato per fare un pesce d’aprile ai gamer (e non solo). I giochi musicali sono ormai un successo mondiale che non sembra conoscere crisi o flessioni: anzi, gruppi musicali come gli Aerosmith dichiarano di avere guadagnato più grazie a Guitar Hero che non con le vendite dei loro album. E le grandi software house annunciano uscite di titoli come Singstar U2, o Rock Band Beatles. La Microsoft ha pensato che in questo scenario mancasse un music game dedicato allo Yodel, “Alpine Legend“, con tanto di corno alpino come nuova periferica da suonare. Oltre a un simpatico video su Youtube, è stato creato anche un sito dove si forniscono i dettagli sulla casa produttrice, si mostrano periferiche in edizione limitata e si chiede ai giocatori: “are you ready to blow?

Altri spunti per un viral di successo: basarsi su un tema/passione di successo per cui le persone sono più recettive a notare nuove informazioni, avere una buona idea creativa (sembra banale, ma non credo lo sia), fare le cose seriamente per essere ancora più divertenti (coinvolgere Tiger Woods, creare anche un sito ad hoc).

Buona visione:





La vera Wii per donne

2 04 2009

Anche se nei commenti di Youtube molti dicono che è un video maschilista, per me è soprattutto un viral che mi ha fatto crollare dalla sedia dal ridere.

In ogni caso, può fornire alcune idee di prodotto per i casual gamers!