Brevissime: il search diventa un gioco

24 04 2010

Quando ero piccolo e giocavo a tennis ero sempre avido di aggiornamenti dai tornei in giro per il mondo. Mi ricordo che avevo un quadernone dove compilavo i tabelloni, annotavo i risultati e facevo le mie previsioni su chi avrebbe vinto. La mia fonte principale di aggiornamenti era il televideo, con l’unico problema che le notizie di tennis scarseggiavano sempre rispetto agli altri sport, tranne che durante i tornei del Grande Slam o gli Internazionali d’Italia, per cui non mi restare che andare direttamente a pagina 245: le “brevissime“. Per quanto brevi, a me erano utili.

Ecco, ho pensato che spesso ho poco tempo per scrivere un “vero” post in cui metto insieme un po’ di notizie che trovo e le farcisco con qualche commento, ma mi fa comunque piacere segnalare novità che mi sembrano interessanti. Da oggi inauguro la categoria delle brevissime, una versione leggermente più evoluta del mio tag “games” su delicious.

Dal Giappone arriva la notizia che la Nintendo ha pensato a un nuovo casual game per Wii legato alle ricerche su Google. Il gioco, che uscirà in Giappone il 29 aprile, si chiama And Kensaku e consiste in una raccolta di minigame basati sulle queries del motore di ricerca. Qualche esempio: sconfiggere l’avversario indovinando quale delle diverse queries ha più risultati, fare esplodere una bomba nelle mani del giocatore che trova la ricerca meno popolare, individuare le migliori ricerche con “and”, superare correndo gli avversari grazie alle ricerche con i maggiori trend di crescita

Interessante pensare che Google figura come partner del gioco, avendo fornito 10.000 parole per il gioco su Wii e molte di più per la versione online.

Per chi ci capisce qualcosa, il sito è questo.

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Games e Facebook: tre esempi di integrazione

12 04 2010

Ultimamente si è parlato molto dello storico sorpasso di Facebook su Google: certo alcuni hanno fatto notare che la notizia racconta solo una parte della verità, ma è indubbio che ormai il social networking sia una delle principali attività online e che Facebook per molti sia diventato sinonimo dell’interno web.

Questo fenomeno ovviamente interessa molto anche alle aziende che cercano di utilizzare Facebook come piattaforma di relazione e/o comunicazione: se infatti vi sono già meccanismi abbastanza consolidati per il posizionamento su Google, in termini di search engine marketing, per riuscire ad avere visibilità nei profili degli utenti occorre che questi ultimi compino direttamente un’azione per aprire la porta della loro casa, in cui si ritrovano con gli amici.

Alcuni esempi interessanti in questo senso sono legati ai games.

Il primo è Prototype, un action-adventure dell’Activision, uscito da noi lo scorso giugno. Andando sul sito del gioco e utilizzando Facebook Connect si ha una piacevole sorpresa: tra le proprie foto caricate online, ne vengono scelte casualmente alcune che poi sono inserite nel trailer del gioco. Nel trailer personalizzato vengono utilizzate anche le informazioni personali che si sono rese pubbliche su Facebook, aumentando la sensazione di essere veramente parte della storia. Inoltre alcune persone presenti nelle nostre foto vengono praticamente cancellate, coerentemente con la trama di Prototype: il gioco si svolge infatti in una New York infestata da un’epidemia che trasforma le persone in mostri.

Per esempio nel mio caso tra le foto selezionate ce ne è una buffa in cui mimo una scena dell’orrore con una ex-collega (non so se si tratti di fortuna o abilità) e hanno cancellato la faccia di una mia amica mentre ci atteggiamo come i ragazzi di Glee. C’è qualcosa di Scary Movie in tutto questo.

Ovviamente alla fine viene fornita l’opportunità di mostrare ai propri contatti questo video, e trattandosi non di una forma di pubblicità ma di un contenuto di entertainment dove le persone vengono messe al centro dell’azione e dell’attenzione, diventa uno stimolo mostrarlo ai propri contatti ed entrare quindi a fare parte della campagna.

Il secondo esempio è legato al film Tron: Legacy, che racconta la storia di Sam Flynn impegnato nelle indagini sulla scomparsa del padre Kevin, ex dipendente della ENCOM, società per la quale realizzava video games. Trattandosi del seguito di un famoso film degli anni ’80 che ha dato vita anche ad alcuni video game, insomma un classico per nerd di diverse generazioni, gli autori hanno dato vita a un viral game, ovvero una sorta di ricerca di Kevin online basata su tracce e indizi che vengono dati a poco a poco sul sito. Questa operazione ricorderà a molti l’ARG ideato per The Dark Knight.

I progressi nella ricerca del personaggio scomparso possono essere mostrati ai propri amici sempre via Facebook Connect. Personalmente sarei stato fiero di riuscire a risolvere un “livello” tanto bello quanto frustrante (per chi non ci riesce): aggirarsi per una grande città di pixel e riconoscere i 56 video games che si incontrano nel percorso. I vincitori vengono assunti alla ENCOM e ricevono un badge per partecipare a una festa a San Francisco. Come lo so? Perchè qualcuno ce l’ha fatta e giustamente se ne vanta.

L’ultimo caso che mi ha colpito viene invece da Israele e a differenza degli altri non parte da un gioco per arrivare a Facebook, ma usa un gioco di Facebook per portare al prodotto. Si tratta di una campagna per lanciare la variante alle noccioline di uno snack al cioccolato, tale Elite Taami Nutz: Zynga, i creatori del fenomeno Farmville, renderanno disponibile dal 14 aprile il primo raccolto sponsorizzato, proprio quello di noccioline, che finora mancava nel gioco. Oltre ai semi ci sarà anche una sfida in cui si chiederà ai farmer di usare creativamente il raccolto all’interno della propria fattoria.

Per chi fossi interessato, Mashable ha pubblicato anche i prezzi dei semi: costano 20 crediti, si vendono per 78 crediti e il raccolto viene ottenuto in 16 ore.

In sintesi, questi tre esempi mostrano a mio avviso tre vie per essere visibili su Facebook:

  • utilizzare il materiale già caricato e generato su Facebook in maniera ludica e personalizzata
  • creare dei livelli di sfide progressivi e fornire badge da mostrare
  • inserirsi in modo coerente e costruttivo in un contesto già affermato aggiungendo nuove feature

Conoscete altri esempi che ritenete interessanti?